Olimpiadi è in bilico per il ciclismo
da APCOM Londra, 7 ott. (Ap) - Il futuro del ciclismo su strada alle Olimpiadi è in bilico. L'allarme arriva direttamente dal vice presidente del comitato olimpico internazionale, Thomas Bach, il quale ritiene che la credibilità del ciclismo sia stata ulteriormente danneggiata dagli ultimi casi di doping nel Tour de France. Se il movimento non lavorerà per migliorare la situazione "si prenderà in considerazione l'idea di dare una pausa al ciclismo maschile su strada" alle Olimpiadi, ha spiegato Bach all'Associated Press. I casi di doping che hanno visto coinvolti Raccardo Riccò, Leonardo Piepoli e Stefan Schumacher sono stati "un duro colpo per la credibilità del ciclismo". "Ovviamente - ha aggiunto - i ciclisti non hanno ancora cambiato mentalità. Hanno avuto una chance per farlo ma non lo hanno fatto e adesso la situazione è peggiorata".
Bach auspica che l'Uci e tutte le componenti del ciclismo lavori insieme per uscire dalla crisi: "Spero si trovi un programma comune per lavorare insieme. Devono reagire. La credibilità del ciclismo maschile è in pericolo. Sono convinto che l'Uci reagirà e lavorerà mano nella mano con le squadre. Devono fare uno sforzo ma non basterà se non ci sarà una reale collaborazione cooperazione. L'Uci deve essere il leader". Veemente la reazione del presidente dell'Uci Pat McQuaid: "Quanto detto da Thomas Bach è completamente inaccettabile. Non mi piace parlare degli altri sport ma ci sono discipline che hanno problemi persistenti. Invece di sparare solo sul ciclismo dovrebbe colpire ugualmente anche tutti gli altri". McQuaid ha spiegato che Brach è animato dagli scandali che hanno colpito molti ciclisti tedeschi: "Questi atleti hanno ucciso il ciclismo in Germania e lo hanno danneggiato agli occhi del mondo, ma non vuol dire che tutto il movimento deve pagare per questo".
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Non sono cosi' stupido da non cambiare idea dinnanzi all'evidenza.
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