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Ultrà
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Ho trovato un altra notizia su Walter Sabatini la riporto perchè può servire a tutti per capir meglio che tipo di DS potra essere per il Palermo..
ARTICOLO SCRITTO DA STEFANO CARINA IL 01-09-07 SU TUTTOSPORT
ROMA. Povera Lazio, non riesce mai a godersi nulla. Nemmeno il tempo di gioire per la meritata qualificazione nella fase a gironi della Champions e constatare che il sorteggio le ha regalato anche qualche possibilità di superare il turno, che subito si ritrova con qualche problema da affrontare. E stavolta non di poco conto. Sono arrivate, infatti, nella mattinata di ieri le dimissioni di Walter Sabatini, ds biancoceleste e ideatore, insieme a Claudio Lotito e a Delio Rossi, di questo piccolo miracolo capitolino. Un comunicato scarno, ha annunciato il suo addio: «Il sottoscritto Walter Sabatini comunica di interrompere in data odierna il rapporto di collaborazione con la S.S. Lazio. Quanto sopra nella convinzione di non aver interpretato al meglio l'ampio mandato conferitomi dal presidente Lotito per una corretta integrazione tecnica dell'organico 2007-2008, di fatto non realizzata». Il venerdì nero in sede di mercato (con l’arrivo solo del giovanissimo Artipoli in comproprietà) ha avuto quindi il suo seguito. La notizia si è propagata in poco tempo con il solito tam-tam delle radio locali e dopo circa un’ora era sulla bocca di tutti. Il fato ha voluto che all’ora di pranzo ci fosse in programma la presentazione del nuovo acquisto Muslera. E con lui, è arrivato anche Lotito. Teso, tirato in volto, ha preso la parola tenendo a precisare come «…l’acquisto di questo ragazzo, è stata una scelta tecnica voluta, non un ripiego. E la dimostrazione sta nel fatto che su Muslera c'erano squadre molto importanti come l’Arsenal, la Juventus e l’Inter. Noi, infatti, siamo una società che progetta e prenderemo anche Carrizo per avere il futuro assicurato per dieci anni». Il presidente, sempre prodigo di citazioni in latino, permetterà: «Excusatio non petita, excusatio manifesta»… Muslera, dal canto suo, ha fiutato l’aria che tirava e dopo le classiche frasi di circostanza – «Sono molto contento di essere arrivato alla Lazio, per me si realizza un sogno» – ha tolto il disturbo. E qui è iniziato l’attacco di Lotito agli organi di comunicazione, rei, secondo il presidente, di aver spinto Sabatini a dare le dimissioni: «Solo a Roma abbiamo questi problemi, solo qui tutto quello che facciamo è sempre sbagliato e questo dipende da voi (riferito ai giornalisti). E’ un processo di autolesionismo. Noi dobbiamo esser valutati per quello che facciamo e per ora abbiamo ragione. Noi facciamo la squadra seguendo ragioni tecniche e non per la gente. Il calcio va governato da chi lo conosce. E il calcio è per pochi, è il pallone ad essere per tutti. Qualcosa è mancato, è vero, ma non per colpa di Sabatini. Non ha raggiunto certi obiettivi, che comunque io non ritengo fondamentali per il nostro futuro. Walter è un grande professionista, una persona perbene e responsabile, ha sentito e letto certe cose e fatto quello che sentiva dando le dimissioni. Ma lui non deve rendere conto alla gente che di calcio non capisce niente, deve rendere conto alla società. Non avrebbe dovuto dimettersi. Lui non mi può dire ‘ma la gente si aspettava..., ma qualcuno è deluso...’ Respingerò le sue dimissioni». Uno sfogo duro ma allo stesso tempo una difesa a tutto campo del suo più stretto (e forse unico) collaboratore. Parole tese a ricucire uno strappo, che persone vicine all’ex ds, ritengono tuttavia definitivo. Delio Rossi spera nel contrario: «Ho appreso con sorpresa ed amarezza delle dimissioni di un amico, mio unico referente tecnico che ha contribuito in modo determinante alla crescita esponenziale della Lazio in questi ultimi tre anni. Mi auguro che ci ripensi». Qualora infatti Sabatini non tornasse sulla sua decisione, per la Lazio si aprirebbe una crisi importante. Non sarebbero solo le dimissioni di un semplice direttore sportivo. Addii la Lazio, in quel ruolo, li ha avuti in passato sia con Gabriele Martino che con Carlo Osti, entrambi professionisti esemplari. Tuttavia nel tempo, Sabatini è diventato qualcosa in più. Oltre ad essere uno scopritore di talenti ed un conoscitore di calcio, è il dirigente presente 24 ore al giorno a Formello, unico referente tecnico per Rossi, personaggio fondamentale per aver sanato molte divergenze nel rapporto, non sempre idilliaco, fra squadra e società. Il problema è che questa volta la tattica «last-minute lotitiana», non ha sortito gli effetti delle stagioni passate. Due anni fa ci furono i famosi «9 acquisti in un giorno». Venerdì, invece, è arrivato, solo Artipoli. Imprevisti ce ne sono stati, come il no della moglie del centrocampista Battaglia del Boca Juniors (anche se sembra che in realtà il giocatore fosse sprovvisto del passaporto comunitario) che ha fatto saltare l’arrivo anche del difensore Silvestre (con il quale la Lazio ha giocato al ribasso, offrendogli prima 200mila euro e poi passando a 100mila). O come l’aver depositato in ritardo di qualche minuto (sembra per colpa di un fax difettoso) il contratto del difensore paraguaiano Yepes. Imprevisti, però, che nel mondo del calcio e non del pallone, come ama dire Lotito, sono sempre dietro l’angolo.
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Papà mi racconti una Barzelletta? eccola figliolo:
Un salentino milanista, un napoletano romanista, e un friulano juventino
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